Child of the Woods | Il bambino del bosco

L’attrazione per la natura è una sensazione innata in ogni essere umano. Sono soprattutto i bambini a manifestare  il bisogno di stare a contatto con la terra, giocare con l’acqua, correre in grandi spazi aperti, arrampicarsi sui rami di un albero per salire fino al cielo. Numerosi studi confermano che i bambini che vivono vicini  alla natura sono più consapevoli di se stessi e meno soggetti a malattie e depressioni. Primo fra tutti a consigliare un riavvicinamento alla natura, è lo scrittore e giornalista Richard Louv, presidente di  “Children & Nature Network” e inventore del termine “Nature Deficit Disorder”, cioè la  sindrome da mancanza di contatto con la natura. Sindrome che provocherebbe nei bambini, il famoso “deficit dell’attenzione”. In Italia, Giovanni Bollea,  padre della moderna neuropsichiatria infantile, ha sostenuto fermamente la teoria che tra bambini e alberi si costruiscano rapporti indissolubili e importanti. Sulla scia di Louv e Bollea nasce il progetto fotografico “Child of the woods”  che va oltre l’aspetto puramente scientifico per approdare in un campo non empirico di attrazione istintiva, primordiale verso la natura, che è fonte di libertà di pensiero, favorisce la creatività, è gioia, insegna il senso di responsabilità e il rispetto. Michela Taeggi ha coinvolto nel suo progetto più di venti bambini dai tre ai dodici anni e si è immersa nel bosco con loro e come fanno loro, in maniera totale, toccando le foglie, i tronchi degli alberi, gli animaletti apparentemente più insignificanti e sentendo fino in fondo i profumi delle varietà di fiori che la natura delle Alpi offriva nelle stagioni in cui si è concentrato il lavoro fotografico, l’estate e l’autunno, per due anni. Passeggiando nel bosco, ha tirato fuori la loro idea di bellezza, di libertà, le paure e le sensazioni piacevoli che avvertono immersi nella natura e che sono racchiuse nelle tante frasi sparse nel libro e in una per tutte, “del bosco amo il silenzio”. Per i bambini gli alberi hanno un’anima, una voce, e sanno tacere creando un’atmosfera onirica, rassicurante di silenzio che avvolge e protegge. (Valentina Pinello)

Il progetto ha ricevuto la menzione d’onore durante il  Photo Annual Awards, Honorable Mention in the  (E) MOTIONS Serie, 2014.

 

 

 

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